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RISULTATI DEL PROGETTO E PROBLEMATICHE EMERSE
Il progetto ha permesso di raccogliere e mettere a confronto numerose informazioni sia qualitative, riguardanti le fasi di lavorazione e le tecnologie utilizzate, sia quantitative, riguardanti i flussi di materie ed energia in entrata e in uscita dalle aziende: composti chimici, prelievi, scarichi, emissioni, rifiuti, ecc. Nella fase di raccolta dati sono tuttavia emerse alcune difficoltà, dovute soprattutto alle ridotte dimensioni delle aziende partecipanti; si tratta infatti, nella maggior parte dei casi, di aziende con meno di dieci dipendenti, nella cui struttura risulta difficile implementare un sistema di gestione dei dati di bilancio ambientale. Per questa ragione molte aziende non sono state in grado di fornire i dati nella stessa forma e con lo stesso dettaglio con il quale erano richiesti, poiché spesso non esiste un sistema di contabilizzazione di queste grandezze, se non per quanto riguarda i dati che già le aziende sono tenute a raccogliere per specifici adempimenti amministrativi. Questo vale ad esempio per la quantità di pelle lavorata, espressa generalmente come numero di pelli lavorate e non in metri quadri come richiesto, o per la tipologia e la quantità dei prodotti chimici utilizzati, spesso non conteggiata poiché le "ricette" possono variare molto nel corso dell'anno, a seconda delle richieste del mercato. In altri casi invece, anche se esistenti, i dati non sono stati reperibili in azienda, poiché la contabilità è tenuta presso consulenti esterni (ad esempio spese ambientali, indice di frequenza e di gravità infortuni, quantità di rifiuti prodotti), oppure poiché determinati aspetti ambientali non sono direttamente gestiti dall'azienda stessa (ad esempio per quanto riguarda il destino finale dei rifiuti). In altri casi ancora, ad esempio per quanto riguarda i consumi idrici e/o energetici, erano disponibili solamente i valori del consumo medio mensile, per cui il dato annuale è stato stimato. In ogni caso i principali problemi incontrati sono riportati all'inizio di ciascun capitolo, con l'indicazione della metodologia utilizzata, qualora possibile, per stimare i dati nella forma necessaria a realizzare il bilancio ambientale.
Le difficoltà incontrate hanno comportato di conseguenza alcuni problemi nella successiva elaborazione di indicatori ambientali specifici per singola azienda, per gruppi di aziende tra loro omogenee (aziende che effettuano solo operazioni meccaniche o aziende che effettuano anche concia e/o rifinizione) e per l'intero settore produttivo. In alcuni casi gli indicatori sono stati calcolati solo su una porzione del campione, escludendo le aziende per le quali non è stato possibile disporre di dati, nemmeno stimati, o per le quali i dati avevano valori molto diversi rispetto a tutte le altre aziende campione; in altri casi i dati di partenza su cui sono stati ricavati gli indicatori sono stati stimati, quindi anche i valori degli indicatori presentano un certo margine di approssimazione ed incertezza, per cui sono da ritenersi puramente "indicativi". Per queste ragioni le differenze che si riscontrano nel valore degli indicatori tra aziende dello stesso gruppo , come evidenziato dai grafici, portano ad una "forbice" di valori di difficile utilizzo per stabilire una "gerarchia" (ossia il confronto tra le prestazioni migliori e peggiori del campione).
Al contrario, fatte comunque salve le precisazioni precedenti, le differenze tra gli indicatori medi dei due gruppi sono più facilmente interpretabili e sono in genere riconducibili alla maggior complessità delle aziende che fanno anche concia e/o rifinizione rispetto a quelle che effettuano solo operazioni meccaniche. Il primo gruppo è costituito da aziende di dimensioni mediamente superiori (11,5 dipendenti e 1.700 m2 in media, contro 9,7 dipendenti e 488 m2 circa del secondo gruppo), anche se la quantità di pelle lavorata è minore (630.000 m2 contro 2.250.000 m2). Questo comporta un maggior consumo energetico (389 kWh/m2 di energia elettrica e 9.600.000 kJ/m2 di energia termica, rispetto a 169 kWh/m2 e 1.460.000 kJ/m2 del secondo gruppo), il consumo di composti chimici (non utilizzati dalle aziende che fanno solo operazioni meccaniche), il consumo di acque e la produzione di reflui, spese ambientali maggiori (circa 64 milioni di lire in media, mentre per le aziende che effettuano solo operazioni meccaniche la spesa media è di 21 milioni). Per quanto riguarda i rifiuti invece tra i due gruppi ci sono alcune differenze qualitative, oltre che quantitative: le aziende che effettuano solo operazioni meccaniche hanno una produzione molto maggiore di rifili e polveri di smerigliatura (6,39 kg/m2 di pelle lavorata, mentre per le aziende che effettuano anche concia e/o rifinizione il valore medio è di 0,75 kg/m2) e producono un po' più di imballaggi (in media 0,25 kg/m2 rispetto a 0,03 kg/m2 del primo gruppo), mentre le aziende che fanno solo concia e/o rifinizione producono anche sospensioni acquose contenenti pitture e vernici (acque delle cabine di verniciatura/rifinizione).
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