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Ottobre 2003

16/10/2003
AL VIA I LAVORI DELLA CENTRALE A CICLO COMBINATO DI GORIZIA DA 49 MW
A Gorizia, nella zona Sant'Andrea, sono partiti i lavori di costruzione della centrale a ciclo combinato da 49 megawatt. Il cantiere è guidato da Elettrogorizia, una società partecipata al 50% da Acegas di Trieste e da Trafigura Electricity Italia srl, che ha previsto una realizzazione suddivisa in due fasi: la prima prevede la messa in funzione entro il mese di luglio del 2004 di una turbina a gas per la generazione di oltre 42 MW elettrici. Entro la fine del 2004 l'impianto sarà poi completato con l' implementazione di uno stadio a vapore per il recupero del calore della turbina e la produzione di ulteriori sette MW elettrici.
La nuova centrale produrrà energia elettrica - circa 300 milioni di kWh - da destinare al mercato energetico soprattutto nelle situazioni di forte domanda. Il nuovo impianto - progettato e costruito da General Electric e Nuovo Pignone, e che prevede l'impiego di 140 persone - comporta per Elettrogorizia un investimento di circa 34 milioni di euro, finanziato per il 70% dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.

15/10/2003
LE DIGHE IDROELETTRICHE SVUOTATE PER LA SICCITA'
In estate, quando c'era l'allarme siccità, la Protezione civile aveva detto: per dare acqua ai campi di granturco dobbiamo aprire le dighe idroelettriche.
Le società elettriche hanno aperto le saracinesche e hanno dato acqua a disperdere nei fiumi. E si chiedevano, le società elettriche: come si farà in inverno, quando la domanda di elettricità chiederà alle centrali idroelettriche di andare a tutta forza?
Ecco arrivata la nuova emergenza, prodotta dalla prima. Le dighe hanno un grado di riempimento attorno al 50% e difficilmente riusciranno a completare il ciclo invernale. E' il livello più basso mai registrato negli ultimi 30 anni. Già in settembre - rileva il rapporto sui consumi elettrici del Gestore di rete - c'è stata una netta diminuzione nella produzione idroelettrica: addirittura il 31,3% in meno rispetto al settembre 2002.

14/10/2003
IL MINISTERO DELL'AMBIENTE STANZIA NUOVI FONDI PER IL BANDO "TETTI FOTOVOLTAICI"
Nuova linfa per i progetti di energia fotovoltaici. Con un decreto del ministero dell'Ambiente (direzione generale settore inquinamento e rischi industria) sono stati ripartiti oltre dieci milioni di euro per realizzare nuovi sistemi fotovoltaici, e avvicinarsi alla volta del 2008-2012 a una potenza di picco installata di circa 300 MW, come auspicato nel Libro Bianco per la valorizzazione energetica delle fonti rinnovabili, approvato dal CIPE il 6 agosto 1999.
Il Programma Tetti Fotovoltaici fu avviato nel 2000 e finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici di potenza da 1 a 20 kW collegati alla rete elettrica e integrati nelle strutture edilizie (tetti, terrazze, facciate, elementi di arredo urbano) e prevede la possibilità, per soggetti pubblici e privati, di beneficiare di un contributo in conto capitale per produrre energia presso strutture edilizie di loro proprietà.
Il provvedimento assegna i fondi alle Regioni e alle Province Autonome che concorrono per metà all'operatività del programma, in quanto soggetti competenti a disciplinare gli interventi per incrementare le fonti rinnovabili. Perché i tetti?
L'integrazione nelle strutture edilizie di sistemi fotovoltaici è stata identificata come la sede più idonea per favorire la riduzione dei costi e mitigare i problemi connessi all'occupazione di territorio causata dalle applicazioni fotovoltaiche tradizionali. Il provvedimento impegna e ripartisce le risorse finanziarie che si aggiungono a quelle già impegnate dal decreto direttoriale n. 973/2001/Siar, tra le Regioni e le Province autonome che hanno aderito al programma "Tetti fotovoltaici - nuovi bandi regionali", con un finanziamento pubblico non superiore al 75% del costo di ogni impianto. Una prima quota pari al 50% delle risorse disponibili verrà trasferita alle Regioni a seguito della pubblicazione di relativi bandi sui bollettini ufficiali regionali.

06/10/2003
TRENTO IN LINEA CON KYOTO, ECCO IL NUOVO PIANO ENERGETICO AMBIENTALE
Trecentomila tonnellate di anidride carbonica in meno, pari a una riduzione delle emissioni del due per cento rispetto al 1990: questo il contributo che la Provincia autonoma di Trento prevede di poter offrire, entro il 2012, al conseguimento degli obiettivi di Kyoto con il nuovo Piano energetico-ambientale, recentemente approvato dalla Giunta provinciale su proposta dell'assessore alle Fonti energetiche, Roberto Pinter.
Il Piano, frutto di quasi due anni di lavoro, rivede radicalmente il precedente Piano del 1998, prefigurando il nuovo scenario energetico con il quale tutti i cittadini - colpiti nei giorni scorsi dalle conseguenze del blackout che ha paralizzato l'intera penisola - sono chiamati a fare i conti.
L'ossatura centrale del nuovo Piano energetico-ambientale, come ha spiegato l'assessore Pinter nel corso della conferenza stampa, è costituita dallo studio di base articolato in quattro parti distinte: analisi del quadro istituzionale e legislativo a livello comunitario, nazionale e locale; elaborazione del bilancio energetico provinciale per fonti e settori al 2000 con proiezioni al 2012; valutazione quantitativa delle emissioni delle principali sostanze inquinanti; e definizione di uno scenario compatibile con gli obiettivi di Kyoto autoassegnati con l'identificazione delle tipologie di intervento più adatte alla nostra realtà.

05/10/2003
APPROVATO AL SENATO IL DECRETO MARZANO
L'assemblea di Palazzo Madama ha dato il via libera al decreto del 29 agosto scorso con il quale sono state adottate misure per garantire il funzionamento delle centrali elettriche, consentendo tra l'altro l'aumento della temperatura delle acque di scarico. Il provvedimento, che dovrà ora essere discusso dalla Camera per la ratifica definitiva, anticipa importanti disposizioni del disegno di legge Marzano per la ristrutturazione e l'ammodernamento del nostro sistema di produzione di energia elettrica.
Tra le norme che anticipano il ddl Marzano una, particolarmente rilevante, semplifica le procedure per la localizzazione delle centrali affidando alla conferenza Stato-Regioni questo compito. Gli enti locali non potranno più opporsi alle decisioni prese in questa sede. Un altro articolo importante del provvedimento stabilisce che i costruttori delle piccole centrali fino a 100 MW dovranno assumersi anche l'onere della produzione di energia elettrica.

 

G.A.L. Montagna Vicentina S.c.a.r.l. - Programma LEADER +