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Ottobre 2004
30/10/2004 FRIULI-VENEZIA GIULIA, BILANCIO POSITIVO PER LE BENZINE SCONTATE PER I RESIDENTI La riduzione del prezzo delle benzine nel Friuli Venezia Giulia ai livelli della confinante Slovenia, ha consentito alla regione di ottenere nel 2003 entrate aggiuntive nette pari a 21,4 milioni di euro, dopo aver fatto risparmiare ai residenti una somma di quasi 78 milioni di euro. Lo si apprende dalla relazione annuale sullo stato di attuazione della legge, varata nel 1996, che l'assessore regionale alle Finanze, Michela Del Piero, ha presentato in Consiglio. Dal documento si apprende che nel 2003 sono stati venduti in regione 594,4 milioni di litri di benzina di cui 360 a prezzo ridotto, 90,6 a prezzo pieno e il resto con le agevolazioni di zona franca in vigore a Trieste e Gorizia. Anche da queste parti è stato registrato un calo (-4,08%) dei consumi rispetto all'anno precedente in linea con una tendenza nazionale. Avvicinando il prezzo della benzina a quello della Slovenia, la legge ha comunque consentito di raggiungere negli anni scorsi -si ricorda nella relazione- l'obiettivo di disincentivare gli acquisti di carburante oltre confine, riportandoli in regione. Nel 1996, prima dell'entrata in vigore della legge, erano infatti venduti nel Friuli Venezia Giulia solo 435 milioni di litri di benzina, per poi toccare rapidamente una punta di 643 milioni nel '99 da quella data i consumi si sono stabilizzati e allineati all'andamento di quelli nazionali. Con la legge regionale 9/2002 analoghe agevolazioni sono state introdotte anche per il gasolio.
12/10/2004 COSTO DEL PETROLIO SENZA FRENI ANCHE NEL MESE DI SETTEMBRE, E OTTOBRE INIZIA MALE Impressionante l'andamento del costo del greggio, che negli ultimi quindici giorni di settembre ha giornalmente aumento il proprio valore. Le cause appaiono essere molteplici e non solo legate ad aspetti di tipo speculativo. Infatti l'insieme degli avvenimenti, ha comportato una inevitabile corsa all'aumento, che comunque ci lascia tutti perplessi, al punto tale che le stesse autorità italiane nei documenti di programmazione prevedono comunque una riduzione nei prossimi mesi dei costi petroliferi. Si spero che ciò sia realistico, in quanto è indiscutibile che l'andamento del costo del petrolio, incide profondamente su molte attività imprenditoriali, e al tempo stesso è un elemento di riferimento anche per l'inflazione. Ma cosa è avvenuto in questi ultimi quindici giorni e nei primi giorni di settembre, dove il petrolio Wti ha superato al Nymex di New York con la prima posizione dei contratti futures giovedì 7 ottobre i 53 dollari al barile. Anzitutto l'escalation dei costi ha seguito una progressione quasi metodica, dove solo in alcune occasioni ha chiuso le trattative sia a New York che a Londra, con un costo al ribasso. Le motivazione di tali continui rialzi si configurano sostanzialmente in una serie di fattori che si riportano nella tabella allegata. Va da se che oltre agli aspetti riportati, incidono sull'andamento del costo anche la situazione delle presidenziali americane, che sono palesemente incerte; certamente è presente anche l'elemento speculativo ed inoltre la complessa situazione nel Golfo Persico, dove in tale area, ai problemi già esistenti si affacciano anche quelli riguardanti la decisione dell'Iran di riavviare i propri programmi sul nucleare. Non si possono inoltre non evidenziare i problemi causati nel Golfo del Messico dagli Uragani, che hanno causato il fermo di sette piattaforme petrolifere, che hanno comportato una minore produzione di 475mila barili al giorno, (circa il 28% di produzione in meno), e sembra che la situazione si ristabilirà solamente a dicembre. Unica nota positiva è legata ai paesi dell'Opec che hanno aumentato la loro produzione di barili al giorno (vedi tabella), ma tale impegno non ha permesso al momento di contrastare questo avanzare dei costi. La domanda che ci si pone oggi, (oltre alla scontata preoccupazione della evidente dipendenza da altri nostro paese, per il petrolio) riguarda il problema della bolletta energetica delle famiglie e delle aziende nei prossimi mesi, mentre per il prezzo alla pompa già lo vediamo quotidianamente. Più questa situazione continuerà a mantenersi tale più i costi energetici saliranno. Tabelle con costi del petrolio e cause aumenti. Loris Rui
12/10/2004 INAUGURATO IL NUOVO GASDOTTO DELL'ENI, TRA LIBIA E ITALIA Greenstream, è il nuovo gasdotto realizzato in 24 mesi dall'Eni, che permetterà di trasferire dalla Libia all'Italia, otto miliardi di metri cubi di gas all'anno. Gas che permetterà di aumentare il livello di concorrenza, in quanto già venduto a società che non fanno riferimento all'Eni, come Edison, Energia, Gaz de France. Il gasdotto è il più lungo mai realizzato nel Meditteranneo, per circa 520 chilometri sotto l'acqua, con il raggiungimento di una profondità massima di 1.127 metri. Il tempo per la realizzazione di questa importante opera ingegneristica è stato di 24 mesi. E questa la prima grande opera, e finora risulta essere l'unica, che è stata realizzata da quanto in Italia è stato liberalizzato il mercato del gas, di conseguenza questo dovrebbe aumentare l'attuale basso livello di concorrenza in questo mercato. Il gas trasportato verrà estratto da due giacimento: Wafa nel deserto a 520 chilometri dalla costa e comunque al confine con l'Algeria, e Bahe Essalam che si trova in mare a irca 120 chilometri da litorale libico.
07/10/2004 ELETTRICITA' E METANO PIU' CARE DAL MESE DI OTTOBRE Nonostante gli aumenti del costo del greggio, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas è riuscita a contenere gli aumenti delle bollette elettriche e del gas. Quindi gli aumenti sono meno pesanti di quanto avrebbero potuto essere se impostati matematicamente in relazione all'andamento del costo del petrolio al barile. E' noto ormai che negli ultimi giorni di settembre sono stati raggiunti i 50 dollari al barile al Wti di New York... L'aumento per le famiglie per quanto riguarda l'energia elettrica sarà dell' 1,1% mentre per il gas metano dell'0,8%. Il contenimento degli aumenti è dovuto in particolare ai meccanismi attivati dall'Autorità, ma che in presenza di un perdurare di alti costi del petrolio, inevitabilmente nei prossimi mesi si potrà avere un rimbalzo dei costi. Considerate le variazioni trimestrali precedenti, la tariffa domestica per l'energia elettrica è aumentata del 2,6% rispetto a quella dello steso trimestre del 2003, e identica situazione si ha per il gas.
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