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Febbraio 2005
18/02/2005 ACEGAS- APS, L'ANTITRUST AUTORIZZA L'ACQUISIZIONE DELLA MAGGIORANZA DI ESTGAS Via libera dell'Antitrust al controllo esclusivo della maggioranza azionaria di Estgas da parte di Acegas-Aps. Si rafforza così la quota sul mercato del gas della multiutility controllata dai comuni di Trieste e Padova. In particolare, a seguito della cessione da parte di Amga delle azioni di Estgas a favore degli altri tre soci, in proporzione alla loro rispettiva partecipazione, Acegas-Aps acquista una quota di azioni del 51,52% del capitale sociale, mentre Edison e Iris incrementano le rispettive partecipazioni fino al 33,33% e al 15,15% del capitale sociale della società. L'operazione prevede, contestualmente, la cessione a favore di Estpower (energia elettrica) del ramo di azienda di Estgas relativo all'attività di vendita di gas metano nella provincia di Udine e l'acquisto da parte di Amga dell'intero capitale sociale di Estpower. Acegas-Aps è attiva, prevalentemente nell'ambito delle province di Trieste e di Padova, nella fornitura di servizi pubblici locali, in particolare nella gestione integrata delle risorse idriche ed energetiche (energia elettrica, gas naturale, calore e teleconduzione di impianti termici) e dei servizi ambientali (raccolta e trattamento rifiuti). Il fatturato realizzato in Italia nel 2003 è stato di circa 271 milioni di euro.
21/02/2005 INDAGINE SULL'ENERGIA: PER LA LIBERALIZZAZIONE NON BASTANO LE CESSIONI GENCO Enel è l'operatore dominante del mercato italiano, e dispone di un vantaggio rilevante nella definizione dei prezzi. È quanto emerge dall'indagine conoscitiva sullo stato della liberalizzazione del settore dell'energia elettrica, condotta in collaborazione tra l'Autorità dell'energia elettrica e il gas e l'Autorità garante della concorrenza e del mercato. L'indagine ha anche rilevato gravi limiti allo sviluppo competitivo nel mercato dei servizi di dispacciamento, che risulta ancor più concentrato del mercato all'ingrosso e dove Enel conferma un chiaro ruolo di operatore dominante. Enel - si legge nel documento - dispone di più del 55% dello stock di potenza efficiente netta operativa e la struttura del suo parco impianti assicura un vantaggio competitivo rilevante per la definizione dei prezzi, soprattutto nelle ore di maggior domanda elettrica. Inoltre Enel è l'unico operatore ad avere impianti in tutte le aree del paese, il che sta ad indicare che il processo di dismissione delle Genco "non è stato sufficiente per creare concorrenti effettivi di Enel". Tutte le zone del paese sono "caratterizzate da un insufficiente grado di competitività", e Enel appare dominante ovunque tranne che in Sardegna, dove esiste una situazione di duopolio tra Enel e Endesa. In questo quadro, l'indagine evidenzia come l'introduzione della borsa elettrica sia "certamente in grado di favorire, nel medio termine, un vero assetto competitivo e una riduzione del livello dei prezzi", sempre che "il mercato sia in grado di evolvere verso un assetto meno condizionabile dall'ex-monopolista Enel". Le autorità ritengono tuttavia opportuno "dare priorità agli interventi sulla rete di trasmissione nazionale tesi a ridurre al minimo i rischi di congestione interzonali e a consentire che la nuova capacità di generazione che verrà ad installarsi nei prossimi anni - e prevalentemente localizzata al nord, area già esportatrice nel resto del paese - possa rappresentare un'effettiva opportunità concorrenziale". Occorre inoltre "potenziare le linee di interconnessione con l'estero" e "favorire l'insediamento di nuovi poli di produzione nelle zone di mercato che risultano ad oggi deficitarie rispetto alla domanda zonale". È necessario poi "prevedere misure atte a garantire che, nel periodo transitorio fino al raggiungimento di un assetto competitivo dell'offerta, siano rimosse o minimizzate le situazioni di potenziale esercizio di potere di mercato", e fare in modo di "evitare sottrazione di capacità produttiva al mercato", poiché in prospettiva di un venir meno della dominanza di Enel, è rilevante assicurare che sia "offerta tutta la capacità produttiva, per evitare che si determini una scarsità di offerta artificiosa tra produttori, "a soli fini speculativi". Per incentivare lo sviluppo competitivo, le autorità ritengono opportuno incentivare la stabilità del mercato, mediante l'utilizzo di "contratti di medio/lungo termine" e il mantenimento dell'organizzazione del mercato su base "zonale". Occorrono tuttavia "soluzioni mirate a controllare che l'impresa dominante sul territorio non tragga indebiti vantaggi dall'esercizio di strategie "collegate" in varie zone del Paese", impedendo l'instaurarsi di un meccanismo di mercato distorto, nella determinazione dei prezzi e delle quantità, dall'eventuale esercizio abusivo del potere di mercato, in modo da consentire ai soggetti concorrenti di Enel di disporre di corretti riferimenti di mercato per gli investimenti in generazione". Quanto alle misure per favorire un assetto concorrenziale della domanda di elettricità, le due autorità suggeriscono di sviluppare adeguati strumenti di copertura del rischio di prezzo, come contratti differenziali standardizzati e prodotti derivati negoziati anche su appositi mercati organizzati, in grado di facilitare la partecipazione attiva della domanda e di incentivare strategie di acquisto più sensibili alle variazioni di prezzo. A ciò può essere dato un contributo sostanziale accelerando il processo di installazione e gestione dei misuratori orari su tutti i livelli di tensione dei clienti finali e sostenendo iniziative mirate all'utilizzo razionale dell'energia.
07/02/2005 MERCATO LIBERO DELL'ENERGIA: VERA LIBERALIZZAZIONE O SEMPLICE MANTENIMENTO DELLE POSIZIONI DI MONOPOLIO Il concetto che si esprime quando si parla di liberalizzazione di un mercato, tende nell'immaginario collettivo, ad esprimere nuovi elementi che caratterizzano la concorrenza di un certo mercato: l'eliminazione di un monopolio e la crescita conseguente di una concorrenza che porta allo sviluppo di una diversificazione delle proposte, e una probabile riduzione dei costi di quel servizio o prodotto offerta da tale mercato. Questo ovviamente ci porta oggi a pensare ad esempio al mondo della telefonia mobile, dove oggettivamente siamo in presenza di proposte continue e diversificate che hanno di fatto comportato in termini economici forti riduzioni dei costi per singola telefonata. Nel mondo dell'energia invece il meccanismo della liberalizzazione ancora non decolla. Vi è ancora una posizione dominante da parte dell'ex monopolista, seppure gli si deve riconoscere un notevole sforzo in tale senso. Non si può infatti non riconoscere che Enel non abbia fatto tutto ciò che doveva, almeno ai fini di legge, per garantire e promuovere il libero mercato dell'energia elettrica. Si pensi alla cessione delle GENCO che ha comportato la vendita ad altri soggetti di 15.000 MW di energia prodotta, riducendo evidentemente con tale operazione la propria redditività derivante appunto dalla produzione energetica. Tutto ciò avrebbe quindi dovuto aumentare la concorrenza in questo mercato, per il semplice motivo che essendoci più soggetti che vendono l'energia elettrica, si dovrebbero avere più offerte per i clienti, con l'evidente logica della riduzione dei costi delle forniture. Invece cosa stiamo riscontrando: anzitutto che non abbiamo avuto un crescita significativa dei fornitori di energia elettrica, almeno non di quelli importanti; i costi in realtà non sono diminuiti, ma anzi, nel libero mercato, sono leggermente ridotti in rapporto a quelli "noti" del mercato vincolato; gli sconti applicati o i minori costi delle forniture sono passati inspiegabilmente da percentuali del 15-18% del 2000 ad un 3-5% del 2004, e la tendenza e quella di ridurli ulteriormente; le municipalizzate locali, soprattutto delle piccole province non hanno saputo cogliere l'opportunità offerta da questo mercato di organizzarsi, ma anzi sono state capaci quasi esclusivamente di fare barricate a tutela del loro "piccolo" mercato, invece di valutare l'opportunità di sviluppare nuovi modelli di organizzazione per affrontare questa nuova straordinaria occasione di sviluppo imprenditoriale. Insomma quello che si riscontra è sotto gli occhi di tutti, cioè siamo ancora in presenza di una sorta di monopolio, dove tutti cercano di difendere il proprio "orto" grande o piccolo che sia, dimenticando che quando di parla di libero mercato, è il cliente che decide. Ogni tentativo di non permettere al cliente una decisione è destinato nel tempo a fallire e peggio ancora a creare conseguenze sul livello di fiducia fra le parti. Lascia ad esempio perplessi il fatto che una azienda locale di distribuzione del gas della provincia vicentina, per promuovere il libero mercato ai suoi attuali clienti, ha comunicato la possibilità di accedere allo stesso decidendo a priori che in assenza di conferma formale, si consideravo tacitamente sottoscritto il nuovo contratto di fornitura. Penso che su questo cosa l'autorità per la concorrenza avrebbe qualcosa da dire. Si ritiene invece che i contratti vanno formalmente sottoscritti e non tacitamente avviati (ovviamente se sugli eventuali contratti precedenti non vi fossero specifiche norme di riferimento). Pensate a cosa è successo negli ultimi anni proprio nella telefonia, dove più di qualcuno si è trovato attivato dei servizi che mai ha chiesto. Forse è il caso di smetterla con questo tipo di atteggiamenti, promovendone invece altri più coerenti con la logica della trasparenze e correttezza nei confronti della utenza. Ed è proprio sull'aspetto della giusta concorrenza nell'energia elettrica, che in questi giorni l'Antritrust, ma risulta anche l'Autorità per l'energia, lancia un segnale d'allarme molto forte: Enel è ancora "dominante" nel mercato elettrico e di conseguenza la prima cosa che viene proposta è quella di imporre la vendita di una quarta Genco, cioè di imporre la cessione a terzi di altre centrali per circa 4mila megawatt e nel frattempo si suggerisce di imporre l'affitto delle stesse. Non si può che essere d'accordo su questo aspetto, speriamo anzi che venga velocemente approvato, ma nel frattempo ci si chiede se non sia il caso di verificare anche l'andamento dello sviluppo del mercato libero. Come mai in pochi anni si è passati da sconti importanti (15-18%), quando nella realtà erano 4 o 5 (forse) le aziende in grado di garantire le forniture e comunque in presenza di una posizione ancora più forte di Enel che ancora deteneva tutte le centrali elettriche, a sconti odierni delle forniture del 3-5% (ad essere ottimisti), dove i fornitori sono comunque aumentati. Su questo vorremmo venissero fatte riflessioni e verifiche. Per quanto riguarda invece la clientela (cioè chi riceve le forniture), al momento sembra che ancora la soluzione migliore sia quella del mettersi assieme, per imporre condizioni economiche, le più vantaggiose possibili, e senza accettare a scatola chiusa le proposte fatte. In questo senso, al momento si ritiene che la soluzione proposta dai consorzi di acquisto promossi dalle associazioni (fra queste ovviamente si inserisce quella del CAEM della Confartigianto triveneta), sia ancora quella più utile. Non lasciamoci incantare da chi sa quali sirene, ma anzi rafforziamo la logica delle aggregazioni aderendo a queste importanti e forse al momento uniche soluzioni a vantaggio delle imprese. Non è più il momento di accettare le cose tacitamente e senza condurre trattative.
01/02/2005 ATTIVITA' DI SENSIBILIZZAZIONE PER LE PMI DELLA MONTAGNA VICENTINA SULLA TEMATICA ENERGETICA Continua l'attività del progetto che la FAIV e l'Associazione Artigiani della provincia di Vicenza, hanno iniziato negli anni scorsi con riferimento alla tematica energetica. Dopo avere avviato un nuovo ufficio dedicato agli aspetti energetici e costituito il CAEM (Consorzio Artigiano Energia & Multiutility), assieme alle altre associazioni artigiani del triveneto aderenti alla Confartigianato, con questo progetto l'organizzazione di categoria più rappresentativa nel territorio, ha inteso promuovere apposite azioni informative nei confronti delle aziende presenti nel territorio montano. Con il progetto in questione si intendono individuare eventuali possibili riduzioni di consumi di energia elettrica e nel contempo portare a conoscenza le opportunità offerte dal libero mercato, che è stato totalmente liberalizzato, permettendo così ad ogni impresa di scegliere il proprio fornitore di energia elettrica e di gas. L'iniziativa attivata dalla FAIV, si inserisce fra quelle sostenute con contributo dal "GAL - Montagna Vicentina S.c.a.r.l." nell'ambito del programma Leader +. In sostanza il progetto prevede attività di sensibilizzazione e informazione alle piccole e medie imprese della montagna vicentina sulla tematica energetica, con l'intenzione di fornire indicazioni utili alle aziende al fine di potere avere elementi per scegliere se stare nel mercato vincolato o in quello libero. Inoltre si tratta di verificare lo stato dell'arte delle aziende montane in termini di consumi energetici con riferimento alla situazione impiantisca, e per tale motivo sono stati già effettuati degli energy check. L'insieme delle informazioni raccolte, dei dati delle bollette dei consumi permetterà di "fotografare" la situazione energetica complessiva (dal punto di vista statistico) delle aziende presenti nel territorio in questione Attualmente il progetto è in fase avanzata, in quanto sono stati effettuati il 90% degli energy check, sono stati raccolti i dati dei consumi energetici di oltre 100 aziende, è stato strutturato il programma informatizzato per la gestione dei dati e a breve lo stesso verrà messo in visione sul portale www.artigianinet.com. Sono stati inoltre effettuati molti incontri fra gli addetti che si occupano del progetto sia per l'organizzazione dello stesso che per l'autoaggiornamento sulla tematica energetica. Sono stati effettuati alcuni incontri nel territorio con le aziende, che riprenderanno a breve in diversi comuni.
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