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RELAZIONE SULLO STATO DELL'ARTE DEL PROGETTO AL 30 SETTEMBRE 2004
Il progetto in corso si pone una serie di obiettivi, tesi allo sviluppo di una sempre maggiore sensibilità in materia di tutela dell'ambiente, da parte delle piccole aziende presenti nel territorio della montagna vicentina. Le azioni che si propone di attivare e che attualmente sono in parte in corso, puntano in particolare su quattro aspetti: 1) la promozione della tutela dell'ambiente 2) il rispetto della normativa ambientale 3) l'informazione in materia di ambiente e di sviluppo sostenibile con evidente riferimento ai sistemi di gestione ambientale 4) l'approccio al sistema di gestione ambientale ISO 14001
Lo sviluppo del progetto, ha comportato fin dalla sua fase progettuale una serie di riflessioni, scaturite da alcuni incontri, che hanno permesso di valutare l'opportunità di promuovere anzitutto i sistemi di gestione ambientale, con riferimento alla norma 14001, e alla promozione di sistemi minimi di valutazione sul rispetto della normativa obbligatoria da parte delle piccole aziende (in particolare di produzione residenti nel territorio montano).
Gli incontri e le riflessioni fatte, che hanno portato dapprima alla stesura del progetto e successivamente alle valutazioni sullo stato dell'arte dello stesso, ci permettono di affermare che le aziende presenti nella montagna, hanno di fatto un approccio sostanzialmente aperto nei confronti dei vincoli imposti dalla normativa, seppure considerano gli stessi come elementi perlopiù di tipo burocratico che di sostanza.
Di conseguenza ad una prima lettura della situazione basata su dati già esistenti, appare abbastanza evidente il rispetto della normativa ambientale in vigore.
Considerando le aziende e il tipo di committenza, generalmente localizzato nella stessa area in cui sono presenti le aziende, si riscontrano oggettive difficoltà nel promuovere i sistemi di gestione ambientale. Ovviamente questa situazione muta però, a seconda della dimensione aziendale, e anche dal tipo di attività svolta.
Va evidenziato anzitutto che i sistemi di gestione ambientale, sono basati su scelte volontarie da parte dei soggetti interessati, quindi non siamo in presenza di vincoli, e come ulteriore rilevante considerazione per le piccole imprese, essi comportano generalmente oneri particolarmente pesanti, sia in termini economici che di tempo impegnato.
Proprio in questa ottica, nel progetto sviluppato, fin dalla sua ideazione, ci si è posta la domanda di come diffondere comunque percorsi migliorativi aziendali in materia di ambiente, soprattutto in un territorio dove l'ambiente stesso è un indicatore di successo. Non si può infatti non evidenziare che la montagna vicentina, con il suo territorio, è un potente e importante veicolo di avvicinamento del turismo.
Ecco perché, ancora una volta, si è voluto promuovere questo tipo di attività, con la ferma convinzione, che anche le singole aziende, con propri processi di miglioramento dell'efficienza ambientale, potranno partecipare alla promozione del territorio in questione e quindi alla promozione del turismo, e di conseguenza alla loro promozione.
Bisogna però evidenziare che dalle enunciazioni di principio, passare all'applicazione delle stesse, non è assolutamente facile. Si deve segnalare ad esempio che in passato, venne sperimentato un percorso a sostegno dei sistemi di gestione ambientale nella filiera del marmo, che nella sua realizzazione aveva trovato una risposta positiva, e quindi ha dato la possibilità di creare uno strumento utile al mestiere per promuovere i sistemi di gestione ambientale volontari, ma che nella sua applicazione definitiva, ha trovato una risposta parziale (una sola azienda al momento ha scelto di certificarsi ISO 14001).
Questo per significare e motivare le difficoltà riscontrate nel dare avvio al progetto assieme ad un numero minimo di aziende (sei) che lo condividessero.
L'impegno assunto è proprio quello di sperimentare processi, applicandoli in alcuni soggetti per potere poi realizzare percorsi replicabili utili a soggetti analoghi a quelli che in prima battuta hanno dato la loro disponibilità.
L'attività fino ad oggi svolta si configura sostanzialmente in una serie di operazioni indirizzate al momento, in particolare alle sei aziende coinvolte nella sperimentazione del sistema di gestione ambientale ISO 14001. Nel trimestre che seguirà verranno invece coinvolte le aziende della produzione presente nel territorio del GAL, inviando loro un apposito questionario o "test di autovalutazione" del rispetto della normativa ambientale.
LA SPERIMENTAZIONE DELL'APPLICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE NELLE AZIENDE COINVOLTE
L'esperienza realizzata in precedenza con il settore del marmo, proprio nel territorio della montagna vicentina, ha dato utili elementi per individuare le aziende più indicate per sperimentare l'applicazione dei sistemi di gestione ambientale. Nel gruppo di lavoro si è discusso su quali potevano essere gli indicatori utili per la selezione delle aziende. Gli elementi individuati e considerati necessari sono stati: la presenza delle aziende in un territorio comunale diversificato, che sta ad indicare anche un coinvolgimento in logica di area, la rappresentativa di categoria significativamente presente nell'area del GAL (individuando nei settore legno e meccanica quelli ideali), almeno una azienda che operi nel settore della gestione dei rifiuti, la presenza di aziende con numero di addetti diversi l'una dall'altra, la presenza di almeno qualche azienda con certificazione di qualità già fatta, il desiderio dell'imprenditore di partecipare di fatto e attivamente al progetto.
In tale ottica dopo l'attenta valutazione delle aziende presenti nel territorio, fermo restando una verifica sul rispetto della normativa ambientale in vigore, sono state individuate inizialmente le sei aziende che, dopo ripetuti contatti e incontri illustrativi del progetto hanno dato ampia disponibilità alla partecipazione allo stesso.
Le aziende di cui sopra operano nel settore della meccanica, della lavorazione del legno particolarmente rappresentative della realtà imprenditoriale montana, e del recupero dei rifiuti.
Tutte le aziende hanno partecipato attivamente allo sviluppo delle fasi operative progettuali, con evidente riferimento ai sistemi di gestione ambientale. A percorso iniziato una ditta, ha dato la sensazione di non poter avviare il processo iniziale del progetto, la fasi dell'analisi ambientale, in quanto l'attività specifica dell'azienda non permetteva di "distrarre" risorse e tempo per collaborare al progetto. Dopo alcune giornate di lavoro, si è concordato assieme di sospendere l'attività. A questo punto si è ricercata e individuata una nuova azienda.
IL LAVORO SVOLTO NELLE SINGOLE AZIENDE
A seconda delle sei aziende coinvolte, il lavoro effettuato ha permesso di realizzare attività specifiche. In particolare si deve evidenziare che la fase dell'analisi iniziale è avanzata in tempi adeguati, mentre per altre fasi, si sta procedendo con risultati appunto differenziati per ognuna delle aziende.
Le aziende appaiono tutte ben motivate e partecipano al progetto in maniera positiva.
Per quanto riguarda l'impostazione del lavoro, certamente ricopre una parte particolarmente impegnativa quella dell'analisi iniziale, dove si è condiviso nel gruppo di lavoro, di verificare in particolare tutti gli aspetti ambientali e non, con particolare riferimento a quelli riportati di seguito, per tutte le sei aziende coinvolte:
Caratteristiche della struttura - ubicazione geografica - descrizione della struttura - storia dell'azienda - ciclo produttivo e servizi tecnici Conformità alla normativa ambientale - autorizzazione emissioni in atmosfera - autorizzazione scarichi - rifiuti - rumore Analisi qualitativa Descrizione e quantificazione aspetti ambientali - consumi energetici - consumi e approvvigionamento di acqua - consumi materie prime - consumi di prodotti tecnici e imballaggi - emissioni in atmosfera - scarichi idrici - rifiuti - sostanze lesive dell'ozono - rumore - odori - contaminazione del suolo - consumo del suolo - paesaggio - emissioni diffuse - vibrazioni - PCB/PCT - radiazioni non ionizzanti - amianto - prodotto finito Elementi ambientali Valutazione della significatività
L'impostazione data è ovviamente applicabile in linea di massima su tutte le attività, e quindi rispecchia anche l'esigenza dello sviluppo in futuro delle informazioni da dare anche ad altre piccole imprese che intendessero implementare un sistema di gestione ambientale. E' stata quindi data fin dall'inizio, una impostazione che permetterà di divulgare in futuro quanto verrà realizzato, proprio per il motivo che potrà fungere da percorso già provato e applicabile nei mestieri oggetto della sperimentazione.
In relazione alla normativa ambientale da tenere in considerazione, si è ritenuto che quella riportata schematicamente possa essere valido riferimento per tutte le aziende:
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| ASPETTO AMBIENTALE |
NORMA |
| Emissioni in atmosfera |
DPR n. 203 del 24/05/1988 Attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell'aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183. DM 12/07/1990 Linee guida per il contenimento delle emissioni degli inquinanti e la fissazione dei valori minimi di emissione.DPR 25 luglio 1991Modifiche dell'atto di indirizzo e coordinamento in materia di emissioni poco significative e di attività a ridotto inquinamento atmosferico, emanato con DPCM in data 21 luglio 1989. |
| Consumi di acqua |
Decreto del Presidente della Repubblica n° 236 del 24/05/1988 Attuazione della direttiva CEE numero 80/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, ai sensi dell'art. 15 della legge 16 aprile 1987. |
| Scarichi idrici |
Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. |
| Rifiuti |
Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n.22, "Decreto Ronchi" e successive modifiche e integrazioni Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. Decreto 1° aprile 1998, n° 145 Regolamento recante la definizione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti ai sensi degli articoli 15, 18, comma 2, lettera e), e comma 4, del decreto legislativo 1977 n. 22. Decreto 1° aprile 1998, n° 148 Regolamento recante approvazione del modello dei registri di carico e scarico dei rifiuti ai sensi degli articoli 12, 18, comma 2, lettera m), 18, comma 4, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22. Direttiva 9 Aprile 2002 Indicazione per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n.2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti. Regolamento comunale per il servizio di gestione dei rifiuti urbani |
| Rumore esterno |
DPCM 1 marzo 1991 Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno. Legge 447/95 Legge quadro sull'inquinamento acustico DPCM 14 novembre 1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore Delibera consiglio comunale "Zonizzazione acustica del territorio comunale" |
| Impianti termici |
Legge 10 del 9/1/91 Norme per l'attuazione del Piano Energetico Nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo di fonti rinnovabili di energia. D.P.R. 412/93 Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della Legge 9 gennaio n.10. |
| Normativa ozono |
DM 3 Ottobre 2001 Recupero, riciclo, rigenerazione e distribuzione degli halon |
| Prevenzione incendi |
DPR 12/01/98 n.37 Regolamento recante la disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi DPR 29/07/82 n. 577 Approvazione del regolamento concernente l'espletamento dei servizi di prevenzione e vigilanza antincendi DM 16/02/1982 e s.m.i |
| Radiazioni non ionizzanti |
LEGGE 22 febbraio 2001, n. 36 Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. |
| Amianto |
Legge n° 257 del 27/03/92 Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto D.M. 06/09/94 Normative e metodologie tecniche di applicazione dell'art. 6, comma 3, e dell'art. 12, della Legge 257/92, relative alla cessazione dell'impiego di amianto. |
| PCB |
D. LGS. n. 209 del 22/05/1999 Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili DM 11/10/2001 Condizioni per l'utilizzo dei trasformatori contenenti PCB in attesa della decontaminazione o dello smaltimento. |
| IPPC |
D.LGS n.372 del 04/08/1999 Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento. |
| Seveso bis |
D. LGS n. 334 del 17/08/1999 Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. |
| Bonifica siti inquinati |
Decreto Ministeriale n° 471 del 25/10/1999 Regolamento recante criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni. |
| Schede di sicurezza |
Decreto Ministeriale del 07/09/2002 Recepimento della direttiva 2001/58/CE riguardante le modalita' della informazione su sostanze e preparati pericolosi immessi in commercio. |
In relazione ai singoli e specifici processi, in linea di massima lo schema applicabile, con le variabili necessarie per le attività svolte da ogni azienda, è quello riportato di seguito:
Vedi Schema
Ulteriori schemi specifici potranno e verranno utilizzati a seconda dell'azienda e per alcuni aspetti particolari (es. consumi energetici, approvvigionamenti e consumi di acqua, consumi di materie prime, consumi di prodotti tecnici, emissioni in atmosfera, rifiuti, rumore…..)
Inoltre verrà elaborato uno schema sulla valutazione della significatività che ovviamente varia a seconda dell'azienda.
Per quanto riguarda lo stato di avanzamento dei lavori, si precisa che gli stessi variano anch'essi a seconda dell'azienda e il suo controllo si basa sui seguenti indicatori
1) Verifica e conformità alla normativa 2) Analisi ambientale iniziale 3) Controllo operativo e procedure operative, gestione emergenze 4) Procedure gestionali 5) Manuale 6) Definizione politica, obiettivi e programmi, piano di monitoraggio
Una volta realizzati al completo i lavori sulle singole aziende, si passerà alla stesura di relazioni operative di mestiere. In pratica l'esperienza maturata nelle sei aziende coinvolte, verrà trasferita in una unica documentazione di mestiere, dove verranno illustrate le procedure avviate, le esperienze, i problemi eventualmente riscontrati, le politiche definite, e gli aspetti più rilevanti da curare. Tale documentazione verrà messa a disposizione delle aziende che operano nel medesimo settore di quelle che stanno partecipando al progetto.
Allo stato attuale (30 settembre 2004) abbiamo sintetizzato nelle schede allegato lo stato dell'arte di ognuna delle sei aziende.
ATTIVITA' DI AUTOVALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE AMBIENTALE IN AZIENDA
Su questo specifico obiettivo, si è in ritardo sull'attività, in quanto si è preferito al momento attivarci prevalentemente sulle attività legate allo sviluppo dei sistemi di gestione ambientale
In ogni caso sono stati effettuati una serie di incontri dove ci si è ripetutamente confrontati sul tipo di approccio informativo da dare, sul tipo di questionario da utilizzare, che è ancora in fase di sviluppo (in allegato una prima ipotesi per la categoria del legno), sulla costruzione di una tabella riportante gli impianti soggetti ad autorizzazione alle emissioni in atmosfera per singola categoria, e sulla codifica dei rifiuti. Tutto questo è propedeutico ovviamente alla definizione dei questionari di valutazione del rispetto della normativa da inviare alle aziende.
Per quanto riguarda i questionari, si sta ancora valutando se sia più opportuno inviare alle aziende una scheda di semplice autovalutazione, o se invece sia più opportuno un questionario da restituire per dare indicazioni precise successivamente, oppure se offrire entrambe le opportunità. Il questionario al momento sviluppato, come sopra richiamato è quello del legno, che prevede la richiesta di dati (ovviamente a libera compilazione) che riguardano: - i dati anagrafici dell'azienda - se in possesso di certificazioni di qualità - la tipologia di attività - se in possesso di pc e connessione internet - le tipologie di macchinari e attrezzature - dove sussistono difficoltà per la gestione della "burocrazia" ambientale - manutenzione impianti - modalità di smaltimento/riciclo trucioli in egno - modalità di stoccaggio - che tipologia di supporto consulenziale in materia di ambiente utilizza - dati e informazioni energetiche - n. 5 allegati (ISAT - ciclo di lavorazione - elenco macchinari e attrezzature - metodi di applicazione vernici - rifiuti e prodotti smaltiti)
La tabella realizzata invece per la verifica degli impianti soggetti ad autorizzazione comprende indicazioni per le seguenti categorie: - abbigliamento e tessile - alimentaristi - arti sanitarie - ceramica, vetro e affini - chimici - edili - grafici e affini - legno - metalli preziosi e non preziosi - meccanica - riparazione auto - una generica valida per tutti i mestieri
Per quanto riguarda invece l'individuazione dei rifiuti per tipologia di attività, si è realizzato uno schema non ancora definitivo e comunque non esaustivo, proprio per l'impossibilità di prevedere in assoluto la presenza di particolari tipologie di rifiuti. Quindi un elenco in linea di massima certo, ma non si può garantire la completezza assoluta dello stesso. E' comunque una buona base di partenza.
Le categorie su cui si è lavorato sono al momento: - settore auto e moto - riparazione e manutenzione carrozzerie - trasporti - meccanica - settore chimico - concia e lavorazione pelli - pulitintolavanderie - odontotecnici - grafici - ceramica e vetro - legno - metalli preziosi e non - alimentare - tessile - lavorazione della pietra - edilizia
Nel periodo da novembre a febbraio, dovremmo essere in grado di avere già inviato e sottoposto alle aziende della montagna vicentina i questionari di valutazione ambientale.
ATTIVITA' NEL COMPLESSO
In allegato si troverà anche il diario delle attività svolte dai singoli collaboratori al progetto
IN ALLEGATO
- tabelle stato di avanzamento dei lavori singole aziende - impostazione questionario del legno da valicare - tabella emissioni in atmosfera - per verificare obbligo di autorizzazione - tabella codici rifiuti per mestiere - diario attività
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