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Via libera al "Codice dell'Ambiente"
Primo sÃŒ del Consiglio dei Ministri al testo unico sull'ambiente: più di 700 pagine che semplificano la normativa ambientale in 6 settori chiave. Matteoli: "L'ambiente esce dal caos normativo" Primo via libera al Testo Unico sull' ambiente, un corpus normativo di più di 700 pagine che semplifica, razionalizza, coordina e rende più chiara la legislazione ambientale in sei settori chiave suddivisi in 5 capitoli: procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC); difesa del suolo, lotta alla desertificazione, tutela delle acque dall'inquinamento e gestione delle risorse idriche; gestione dei rifiuti e bonifiche; tutela dell'aria e riduzione delle emissioni in atmosfera; danno ambientale. Questa "magna charta" dell' ambiente è stata approvata oggi in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, dovrà essere ora esaminata dalle Commissioni parlamentari competenti e dalla Conferenza Unificata. "Questo provvedimento - ha detto il Ministro Matteoli - che ho fortemente voluto per far uscire l'ambiente dal caos normativo contiene una grande semplificazione delle norme, nel rispetto rigoroso della tutela dell'ambiente.Il testo, un vero e proprio Codice dell' ambiente, rappresenta uno strumento facilmente consultabile non solo per gli addetti ai lavori, ma per tutti i cittadini " Quattro i profili strategici adottati per la redazione del Testo Unico: 1) recepimento delle direttive comunitarie ancora non entrate nella legislazione italiana nei settori oggetto della delega, in totale si tratta di otto direttive; 2) accorpamento delle disposizioni concernenti settori omogenei di disciplina, in modo da ridurre le ripetizioni; 3) integrazione nei vari disposti normativi della pluralità di previsioni precedentemente disseminate in testi eterogenei, cosÃŒ riducendo la stratificazione normativa generatasi per effetto delle innumerevoli norme che si sono nel tempo sovrapposte e predisponendo una serie di articolati aggiornati e coordinati; 4) abrogazione espressa delle disposizioni non più in vigore. A questo riguardo, benché sia noto come la semplificazione normativa non dipenda unicamente dalla quantità delle disposizioni formalmente in vigore, il risultato dell'opera di riordino ha condotto all'abrogazione di cinque leggi, dieci disposizioni di legge, due decreti legislativi quattro d.P.R. tre d.P.C.M. ed otto decreti ministeriali, cui sono da aggiungere le disposizioni già abrogate e di cui viene confermata l'abrogazione da parte dei decreti delegati. Ecco in particolare i contenuti dei cinque capitoli in cui è suddiviso il Testo Unico. VIA - VAS - IPPC Il capitolo ordina e coordina la disciplina di tutte le autorizzazioni ambientali, ad eccezione di quelle previste per le grandi opere e dà attuazione a 3 direttive comunitarie. In particolare è prevista:
- Una disciplina generale delle valutazioni ambientali che è affidata alla Commissione tecnico-consultiva articolata in tre settori operativi con l' introduzione di meccanismi di integrazione e coordinamento fra le diverse procedure in modo da predisporre una disciplina idonea ad evitare duplicazioni di giudizi e sovrapposizioni di procedimenti, e garantendo invece l'effettività delle verifiche
- Una disciplina della Vas che ne delinea l'ambito di applicazione concernente piani e programmi;
- Scansione puntuale dei procedimenti per garantire il completamento delle procedure in tempi certi
Difesa del suolo, tutela e gestione delle risorse idriche È stato applicato un approccio integrato che unifica le norme riguardanti la difesa del suolo, la tutela delle acque e la gestione delle risorse idriche, in particolare si è avviato:
- a. Il superamento delle diverse Autorità di bacino mediante la loro aggregazione nelle Autorità di bacino distrettuale e l'individuazione del Piano di bacino distrettuale quale strumento di riferimento al fine di realizzare il superamento della sovrapposizione tra i diversi piani settoriali. - b. L'integrale recepimento della Direttiva 2000/60/CE in materia di acque; - c. L'aggiornamento e revisione della disciplina degli scarichi. - d. La definizione dell'Autorità d'Ambito e la ridefinizione e razionalizzazione dei contenuti del Piano d'Ambito, principale strumento di pianificazione per la gestione delle risorse idriche; - e. La riconferma del principio di pubblicità delle acque; - f. La razionalizzazione della disciplina delle forme di affidamento del servizio; - g. L'istituzione di una "Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti", organismo con il compito di assicurare l'osservanza dei principi e delle disposizioni in materia di risorse idriche e rifiuti. L'Autorità viene articolata in due sezioni, l'una preposta alla vigilanza sul settore idrico, l'altra alla vigilanza su quello dei rifiuti che dovrà sostituirsi al Comitato di vigilanza sull'uso delle risorse idriche ed all'Osservatorio nazionale sui rifiuti. Disciplina dei rifiuti e della bonifica dei siti contaminati Vengono riordinate e coordinate le disposizioni che riguardano questi settori e si è cercato di sviluppare la cultura che considera l' ambiente come un'opportunità prevedendo anche agevolazioni burocratiche per le imprese virtuose. In particolare c'è:
- La ridefinizione delle priorità nella gestione dei rifiuti in conformità a quelle stabilite dalla normativa comunitaria;
- La razionalizzazione della normativa in materia di autorizzazioni;
- La conferma dell'organizzazione per Ambiti territoriali ottimali; l'istituzione della gestione associata delle funzioni degli enti locali ricadenti nel medesimo Ambito territoriale ottimale mediante istituzione di un'Autorità d'ambito dotata di personalità giuridica; la previsione dell'affidamento della gestione tramite procedure ad evidenza pubblica;
- La revisione della disciplina dei consorzi mediante l'introduzione di istituti volti ad assicurare la massima concorrenzialità nella gestione del sistema e con la previsione della possibilità di costituire ulteriori consorzi di filiera, oltre a quelli già esistenti;
- La rivisitazione della tariffa per le gestione dei rifiuti urbani mediante una più razionale definizione dell' istituto;
- Per le bonifiche sono confermati i parametri attualmente in vigore per la definizione di sito inquinato e, per la successiva bonifica, viene ayyiata l' analisi del rischio.
Tutela dell'aria e riduzione delle emissioni in atmosfera Vengono raccolte e coordinate tutte le numerose norme in materia di prevenzione dell' inquinamento atmosferico e si recepisce integralmente la direttiva sui grandi impianti di combustione. In particolare:
- La revisione e semplificazione della disciplina autorizzatoria, con l' introduzione di una durata fissa per le autorizzazioni, pari a 15 anni, al fine di garantirne una maggiore stabilità nel tempo e la semplificazione dei procedimenti amministrativi; Nel medesimo tempo, si è provveduto ad una definizione puntuale, per gli impianti termici civili, del quadro degli adempimenti a carico delle Amministrazioni, del responsabile dell'esercizio e della manutenzione degli impianti, dell'installatore e degli altri soggetti interessati.
Danno ambientale Si tratta di un testo normativo interamente nuovo dedicato alla responsabilità ambientale, alla prevenzione e al risarcimento del danno che recepisce la recente direttiva 2004/35/Ce introducendo il principio di 'chi inquina paga'. L'istituto del danno ambientale assume un ruolo centrale nella normativa in materia di ambiente e trova cosÃŒ una regolamentazione compiuta. Tra i punti chiave di questo capitolo un meccanismo più incisivo per il risarcimento del danno: un' ordinanza ingiunzione del ministero che permette di entrare in possesso delle somme dovute immediatamente. In particolare si prevede: - a. L'introduzione di un meccanismo di richiesta di intervento statale da parte di soggetti (ivi comprese le organizzazioni non governative che promuovono la protezione dell'ambiente) a diverso titolo interessati all'adozione delle misure di prevenzione, di ripristino o di riparazione; - b. definizione di una disciplina analitica del risarcimento del danno ambientale, che costituisce l'elemento più caratterizzante dell'articolato, mediante la definizione di un modello che, in via alternativa alla costituzione di parte civile nel processo penale da parte del Ministro dell'Ambiente, prevede, a seguito di specifica istruttoria, l'emanazione di un'ordinanza-ingiunzione per il risarcimento del danno; - c. applicazione ai crediti vantati dallo Stato in materia di risarcimento del danno ambientale della disciplina della riscossione mediante ruoli e, soprattutto, previsione di un fondo di rotazione in cui confluiscano le somme riscosse al fine di finanziare interventi di messa in sicurezza, disinquinamento, bonifica e ripristino ambientale.
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