|
4. CONCLUSIONI
4.1 Premessa
Quando è stato intrapreso il progetto le singole aziende coinvolte non avevano programmi e procedure ambientali codificate; i principali obblighi ambientali venivano assolti, anche se permanevano a questo riguardo alcune imprecisioni. Tutti i rappresentanti delle aziende erano comunque abbastanza sensibili alle tematiche ambientali generate dalle loro attività, pur non avendo una precisa visione delle tipologie di aspetti ambientali associati (poi approfondita durante l'Analisi Ambientale Iniziale) e piuttosto interessati ad intraprendere il percorso della certificazione ambientale, spinti in particolare dalle seguenti motivazioni:
· miglioramento del rapporto con i terzi (operatori del settore turistico, vicini): si tratta di aziende che, anche se per motivi diversi (le cave e la discarica per questioni di difficile convivenza con un territorio a vocazione turistica, la segagione per difficoltà con i vicini causate dal rumore prodotto), hanno alcune difficoltà nei rapporti con il tessuto sociale/urbano in cui sono inseriti. L'identificazione dei propri aspetti ambientali e la costruzione di un Sistema di Gestione Ambientale per tenerli sotto controllo e ridurli, è stata vista come un'occasione per ridurre le cause della non semplice convivenza con il territorio e dimostrare alle parti interessate la propria disponibilità ad un più equilibrato e sostenibile rapporto con l'ambiente.
· volontà di raggiungere e mantenere una completa conformità alla normativa ambientale. L'altro importante motivo che ha spinto le aziende in questa direzione è il fatto che un percorso di certificazione ambientale consente di ottenere la ragionevole sicurezza di raggiungere e conservare la conformità alla normativa ambientale applicabile. Questo è un elemento importante di per sé ed essenziale per ottenere un rapporto aperto e costruttivo con le amministrazioni pubbliche e gli enti di controllo, anche in vista di eventuali future richieste di nuove autorizzazioni o ampliamenti.
Si è notato invece che la certificazione ambientale non costituisce al momento nel settore specifico una fonte di vantaggio competitivo; difatti la clientela è interessata essenzialmente al prezzo e alla qualità del prodotto e non si pone domande sugli impatti ambientali delle aziende che lo hanno prodotto.
Al contrario un interrogativo che alcune delle aziende partecipanti si sono poste è relativo al fatto di vedere crescere i propri costi in conseguenza di una corretta gestione ambientale e quindi al rischio di perdere competitività nei confronti di quei concorrenti che, non adottando gli stessi principi, non sostengono determinati costi. L'esempio più significativo è quello della gestione dei rifiuti; certamente chi gestisce correttamente i rifiuti sostiene dei costi legati allo smaltimento, mentre chi li gestisce in modo non corretto, ad esempio gettandoli in modo indiscriminato nel cassonetto pubblico o peggio abbandonandoli, non sostiene questa voce di costo.
4.2 Difficoltà riscontrate
Nel corso del progetto sono state riscontrate delle difficoltà, presenti in misura differente nelle diverse tipologie di aziende partecipanti che, pur non precludendo il cammino verso la certificazione, devono essere sicuramente affrontate e superate dalle aziende stesse.
4.2.1 Carenze negli adempimenti alla normativa
La norma UNI EN ISO 14001 prevede come prerequisito la conformità alla legislazione ambientale applicabile; non sempre tali prescrizioni vengono interamente soddisfatte dalle Organizzazioni. È necessario quindi intraprendere un percorso di adempimento alla normativa applicabile che, se per alcune aree regolamentate è relativamente semplice, per altre aree risulta più difficoltoso. È possibile infatti distinguere due aspetti completamente diversi: 1. non conformità legate ad aspetti "gestionali" 2. non conformità legate ad aspetti "strutturali"
1. Non conformità legate ad aspetti "gestionali" Il caso già citato e più importante perché condiviso da tutte le aziende partecipanti, è quello della gestione dei rifiuti prodotti (tranne la discarica in quanto, gestita da terzi, è attiva nella fase di accettazione degli stessi, così come evidenziati e codificati dall'autorizzazione provinciale). Le aziende non avevano identificato tutti i rifiuti prodotti dalle relative attività; nel corso del progetto questi sono stati correttamente identificati e sono state messe a punto delle modalità per la loro corretta gestione, descritte in una procedura. La risoluzione di questo aspetto è stata quindi relativamente semplice.
2. Non conformità legate ad aspetti "strutturali" Possesso di concessione edilizia, corretta destinazione d'uso dell'area su cui è inserita l'organizzazione.
A questo proposito è necessario fare una distinzione di base tra le cave e la discarica con le altre attività. La caratteristica peculiare delle cave, consiste nel fatto che vengono tutte regolamentate attraverso uno specifico piano di coltivazione e relativo piano di ripristino a monte dello sfruttamento e questo ne vincola, di fatto, l'esercizio, come per la discarica peraltro, assoggettata ad autorizzazione preventiva. Dal punto di vista "strutturale", come sopra denominato, le attività richiamate sono quindi conformi.
Il problema riguarda invece le altre attività, la segagione e il trasporto rifiuti che, a causa di difformità iniziali o di successivi interventi richiesti, eseguiti ma privi dei requisiti necessari, risultano non completamente in regola. Si tratta dunque di vizi da risolvere a livello di Piano Urbanistico e di Piano Generale per l'uso del Territorio e che quindi comportano un maggiore impegno e tempi più lunghi, oltre che ovviamente dipendere dalle decisioni delle amministrazioni preposte.
4.2.2 Limitata disponibilità di risorse umane
L'implementazione e il mantenimento di un Sistema di Gestione Ambientale richiedono sicuramente un impegno importante di risorse, in particolare di risorse umane. La fase di implementazione è stata gestita dai responsabili delle organizzazioni che hanno appunto affiancato i consulenti coinvolti nel progetto per la costruzione del Sistema di gestione Ambientale. La fase di mantenimento richiede tuttavia, oltre che il coinvolgimento di tutto il personale per gli aspetti specifici che lo riguardano, la costante disponibilità di una persona (il rappresentante della Direzione, definito Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale) che abbia ben compreso e fatte proprie le implicazioni e la struttura del Sistema e abbia il tempo per curarne e coordinarne il funzionamento.
Trattandosi per la maggior parte di piccole aziende, le Organizzazioni talvolta non prevedono la presenza di personale che abbia le competenze amministrative e tecniche necessarie; il titolare dell'azienda peraltro, può avere difficoltà a reperire il tempo necessario da dedicare alla gestione autonoma del Sistema.
La soluzione che si propone a questo punto è che sia il titolare dell'azienda a ricoprire la funzione di rappresentante della Direzione nonché responsabile del Sistema di Gestione Ambientale, almeno finchè non avrà trovato e/o individuato un'altra persona in grado di farlo; potrà essere affiancato da un "Tutor" qualificato, individuabile dall'Associazione Artigiani, che lo supporti sistematicamente nello svolgimento degli adempimenti del Sistema. Inoltre l'Associazione Artigiani potrebbe fornire ulteriori servizi, come ad esempio l'informazione sistematica relativamente alle nuove disposizioni legislative in materia ambientale, nonché un supporto per l'individuazione delle azioni di conformità a nuove/modificate normative, agevolando così le aziende nel rispetto di uno dei requisiti di base della Norma UNI EN ISO 14001.
4.2.3 Aspetti conflittuali degli insediamenti produttivi con le realtà circostanti
Gli insediamenti produttivi (segagione e trasporto rifiuti in particolare) si trovano talvolta inseriti in un'area urbanistica di tipo misto, comprendente anche strutture di tipo abitativo e/o commerciale, che si sono spesso sviluppate in tempi successivi. Questa situazione può creare dei rapporti di tipo conflittuale, influenzando la normale attività produttiva e logistica.
4.3 Osservazioni conclusive
Il percorso qui descritto è durato, dall'analisi ambientale iniziale all'inizio dell'implementazione del Sistema di Gestione Ambientale, esclusa quindi la visita di certificazione, circa 9 mesi, ed è stata sicuramente un'esperienza interessante, anche al di là della certificazione vera e propria.
Per quanto riguarda la "certificabilità" delle aziende della filiera del marmo dell'altopiano di Asiago secondo la norma UNI EN ISO 14001, la risposta è sicuramente positiva. La norma appare più mirata ad imprese di dimensioni maggiori (le aziende che hanno partecipato al progetto hanno dai due ai sette addetti), ma può comunque essere utilizzata per la costruzione di un Sistema di Gestione Ambientale anche in organizzazioni molto piccole.
Naturalmente deve essere posta particolare cura nella costruzione del Sistema di Gestione Ambientale che, pur rispettando i requisiti della norma, deve essere molto semplice ed essenziale privilegiando i contenuti piuttosto che la forma: è essenziale che di ogni elemento infatti siano ben comprensibili lo scopo e l'utilità (deve cioè apparire come uno strumento, non come un bell'accessorio). Ci sono dei nodi da sciogliere, in particolare il raggiungimento della conformità alla normativa e la scarsità di risorse; si tratta comunque di elementi che, con maggiore o minore difficoltà e impegno a seconda dei casi, possono essere risolti.
Per quanto riguarda invece i benefici del percorso in sé, al di là dell'ottenimento della certificazione vera e propria, possono essere riassunti in: - sensibilizzazione ambientale delle aziende, - introduzione di strumenti gestionali, - miglioramento delle prestazioni ambientali dei siti.
Si è assistito innanzitutto ad una crescita della consapevolezza ambientale da parte delle aziende partecipanti, manifestata perlopiù dal crescente interesse al progetto, cresciuto nel tempo man mano che venivano identificati gli aspetti ambientali generati dalle rispettive attività; si cominciava pertanto a parlare concretamente di modalità di controllo e miglioramento degli stessi. Sono stati poi introdotti degli strumenti gestionali tipici dei sistemi di qualità, semplici, per i quali è stato possibile intravedere un'utilità che va oltre la gestione ambientale. Alcuni esempi di questi ultimi sono: - la formalizzazione di un organigramma, - l'attribuzione di responsabilità, - una precisa quantificazione: - dei consumi di materie prime e di prodotti ausiliari quali ad esempio l'acqua , l'energia elettrica, i materiali di uso comune, - della produzione di rifiuti, - dei prodotti finiti come mezzo di valutazione dell'efficienza dei processi aziendali.
Infine sicuramente sono stati ottenuti dei miglioramenti delle prestazioni ambientali dei siti, in particolare nella gestione dei rifiuti per tutte le aziende, e nella prevenzione degli spandimenti e quindi nella prevenzione dell'inquinamento del suolo per le cave e il trasportatore di rifiuti.
Dall'introduzione nelle piccole aziende del settore marmo dell'altopiano di Asiago di un approccio proattivo e costruttivo alla gestione ambientale come quello in esame, possono sorgere non solo vantaggi per le aziende ma anche benefici tangibili per l'area stessa.
L'esempio concreto è l'iniziativa tra imprese locali consorziate, al fine di ottenere l'autorizzazione per l'attivazione di una discarica di 2^ categoria tipo A per materiali inerti, in una ex-cava in località Valbella compresa nel territorio comunale di Asiago; questo programma ha visto tra gli attori principali peraltro, anche le altre quattro imprese della filiera del marmo affiancate al progetto. L'avvio di un piano di ripristino di cave esaurite in passato e non recuperate, con il materiale lapideo di scarto proveniente da attività di estrazione e di segagione sicuramente costituirebbe un elemento di notevole interesse per l'Altopiano.
|
|
|
| |
|